martedì 20 aprile 2010

Io sto con San Lorenzo

Mercoledì 21 aprile i cittadini di San Lorenzo, a Roma, scenderanno in piazza per una fiaccolata anti droga.

Avendo vissuto quattro anni in quello splendido quartiere non posso che essere dalla loro parte.

Spero davvero che San Lorenzo torni nelle mani di chi lo ama.

E spero che anche a Torino si capisca che movida non vuol dire sicurezza e sviluppo di un quartiere.

Al contrario, può voler dire trovarsi in una situazione come quella di San Lorenzo.

- San Lorenzo [R]Esiste!

Aggiornamento: domenica 9 maggio c'è un'altra importante manifestazione per riportare San Lorenzo alla vita.

sabato 3 aprile 2010

Nella testa di uno scrittore

Cosa ispira uno scrittore? Da dove trae gli spunti per i suoi racconti?

Bruce Chatwin metteva su carta le sensazioni che ricavava dai suoi mille viaggi.

Emilio Salgàri scrisse centinaia di storie fantastiche senza pressoché muoversi da Verona e Torino.

A ben vedere l'affascinante tema della creatività si può ridurre in una sola battuta: uno scrittore fissa su carta quello che ha nella sua testa.

E chi scrive sui muri? Il paragone non scandalizzi, perché scrivere sui muri è cosa nobilissima: secondo Umberto Bossi "i muri sono i libri dei popoli".

Certo il capo assoluto della Lega potrebbe avere un po' di confusione sull'argomento, visto che in casa Bossi libri non è che ne entrino molti, ma queste son considerazioni che lasciamo ai maligni.

Torniamo ai nobili artisti che scrivono sui muri. Prendiamo ad esempio l'autore delle opere riportate in queste foto, scattate sulle colonne di piazza Vittorio e all'inizio di via Principe Amedeo (l'autore in questione ha lasciato il suo segno in molti altri punti, sempre nei prezzi di piazza Vittorio).

Il suo estro esemplifica molto bene il significato della parola 'ispirazione'. Scrive quello che ha in testa. Che, nella traduzione della parola greca da egli con maestria riprodotta, è esattamente questo: 'merda'.

P.S. non sta scritto che ci si debba rassegnare. A Roma, ad esempio, si sta reagendo.

mercoledì 31 marzo 2010

Le priorità

Cavolo, prendere in mano una regione non dev'essere facile.

Dopo cinque anni che l'hanno governata 'gli altri', poi... tutto da rifare, tutto da rimettere a posto.

Per fortuna il presidente Cota ha chiarezza sulle priorità.

E così, a urne ancora calde, dichiara cosa farà al più presto: revocare il patrocinio al Gay Pride.

Giusto. Cancelliamo in fretta la frottola secondo cui la Lega ce l'ha su con gli extracomunitari.

martedì 23 marzo 2010

Al voto!

Profondamente ispirato dalle parole di chi non teme di  scendere nell'arena per far valere i suoi princìpi, suggerisco di votare chi vuole preservare la bellezza di Torino e il Piemonte iniziando a combatterne il degrado.
 
La scelta sembra facile: chi meglio della destra per imporre con severità e rigore comportamenti più rispettosi del bene comune?

Il pugnace candidato della Lega, parlando di lotta allo smog ha detto che non è bene abbassare i limiti di velocità - come propone il candidato Bresso - perché "nonostante sembri un paradosso, abbassare il limite può avere ripercussioni sulla sicurezza".

Non è un paradosso, è - con tutto il rispetto per l'illustre avvocato Cota - un'assurdità - come confermato dalla stessa società autostrade. Vabbè, in campagna elettorale uno qualche colpo lo perde.

Meditate sono invece le dichiarazioni di un importante esponente del partito della libertà, Michele Coppola che ha attaccato la nuova ZTL torinese, affermando che non è giusto che alcuni possano comprarsi il permesso a violarla. Dunque Coppola è tra coloro che vogliono limitare il più possibile l'accesso delle macchine private in città?

Non esattamente. A suo dire allargare la ZTL è stato un errore, le telecamere di controllo sulle vie riservate ai mezzi pubblici vanno spente alle 19, non alle 21 e, infine, in via XX settembre durante le ore serali va consentito il parcheggio in strada (cosa che avviene già regolarmente, afferma il Coppola Michele. Un po' come dire legalizziamo l'evasione, tanto la maggioranza degli italiani evade).

Non perdiamoci d'animo. Andiamo a vedere cosa è successo dove una gagliarda destra ha mandato a casa una smidollata sinistra: il comune di Biella.

Il sindaco Gentile non ha avuto dubbi: avanti con le riforme liberali, per il bene della città: "I bar della città potranno essere aperti sino alle 2 del mattino. Le discoteche sino alle 4".

Forza Mercedes!

lunedì 15 marzo 2010

sabato 6 marzo 2010

Non scrivete allo sceriffo

"Il problema più grave che emerge è quello di qualche ragazzino che fa casino di notte e allora si manda la petizione al sindaco, ma è davvero roba da nulla".

Parole di Sergio Chiamparino, a proposito del quartiere Spina 3, raccolte in Sceriffi democratici. La metamorfosi della sinistra, di Jacopo Tondelli, pubblicato nel 2009.

Il libro, oltre al sindaco di  Torino, interpella quelli di Padova, Genova, Firenze nonché l'ex presidente della provincia di Milano. Il tema di fondo è la questione sicurezza.
Gli intervistati dicono cose interessanti, ma si occupano di un solo aspetto della sicurezza, quello connesso all'immigrazione (o agli zingari, nel caso di Penati).

Alla criminalità organizzata non fanno cenno (eppure, come racconta tra i tanti il magistrato Gratteri in questo libro, sulle mafie al nord ce n'è da dire).

Non parlano nemmeno dell'inquinamento, che pure in Italia causa una ventina di morti al giorno.

Insomma, si fatica a trovare quell'approccio incentrato sulla lotta alle ingiustizie che dovrebbe contraddistinguere delle persone di sinistra.

Chiamparino confonde ancora di più le acque dichiarando che con la Lega Nord non ci sarebbero problemi - "sarebbero quasi alleati naturali" - se esistesse una "Lega senza Borghezio, cioè senza pulsioni xenofobe e populiste" (che è un po' come dire "mi piacerebbe tanto il mare, se fosse senz'acqua").

Comunque il sindaco di Torino rivendica con orgoglio - giusto, a mio parere - l'aver creduto molto nell'urbanistica come via per rendere la città più sicura e vivibile.

Però, indicando al giornalista il quartiere fuori dalla finestra del suo ufficio, dichiara: "Fino agli anni Novanta c'erano degrado e prostituzione dilaganti. Oggi è il luogo della movida".

Insomma, se c'è la movida, va tutto bene. Chi in mezzo alla movida ci vive probabilmente ha un parere diverso e, almeno in questo, forse si sente meglio rappresentato da uno scrittore, Giuseppe Culicchia, secondo cui la sniffata è la benzina della movida.

Degrado, criminalità, spaccio e uso di stupefacenti, disturbo della quiete pubblica, imbrattamento dei muri... sono un tutt'uno, vale a dire atteggiamenti sprezzanti delle regole di base del vivere comune.

Certo, nessuno è così stupido da equiparare uno scippo alla musica alta alle tre del mattino, ma l'amministrazione deve combattere entrambi.

Non c'è da farsi troppe illusioni, se lo stesso sindaco liquida le petizioni di chi non può dormire la notte come 'roba da nulla'. Ma non disperiamo.

mercoledì 24 febbraio 2010

La fisica della finestra

Broken Windows è il titolo di un articolo comparso sul numero di marzo 1982 di "Atlantic".

I due autori, James Q. Wilson e George Kelling affrontano il problema della sicurezza, basandosi su ricerche condotte in grandi città americane.

"A livello di comunità - scrivono i due criminologi - disordine e crimini sono collegati in modo inestricabile, in una sorta di sviluppo sequenziale [...] se in un palazzo vi è una finestra rotta che non viene riparata, presto anche tutte le altre finestre saranno rotte".

"E questo - sostengono - vale tanto in un quartiere elegante quanto in uno povero [....]. Lasciare una finestra rotta consiste nel mandare il segnale che a nessuno gliene importa e dunque se ne possono rompere altre a 'costo zero".

L'articolo smonta l'argomentazione di chi crede che la movida sia l'alternativa a degrado e delinquenza. Al contrario.

Quel modo di pensare la movida come l'apertura di un numero enorme di locali senza tener conto di ciò che un quartiere può sopportare, la possibilità di far casino e consumare alcool in qualunque momento della notte, manda un messaggio molto chiaro: non esiste e non deve esistere alcun limite.

Non a caso, la 'bella vita notturna' porta con sé comportamenti illeciti, come dimostrano i frequenti problemi di ordine pubblico ai Murazzi e il consumo di droga in cui Torino primeggia.
 
Ma Wilson e Kelling, in Finestre rotte, dicono anche altro. Dicono che i cittadini devono sentirsi responsabili dell'ambiente in cui vivono. Certo non potranno mai sostituirsi alle autorità, non ne hanno il potere e non devono averlo.

Ma devono reagire, perché se non lo fanno stanno dicendo che accetteranno ogni cosa.

Se la si tollera l'affissione abusiva aumenterà.

Se si lasciano le scritte sui muri, i palazzi ne verranno presto sommersi. Se si tollera un locale rumoroso aperto sino alle 6 del mattina, ne arriverà un altro.

Come reagire? Le petizioni vanno bene, anche se - lo vedremo in un prossimo post - il sindaco Chiamparino non è che le consideri granché.  Ma bisogna fare altro: mettersi in rete, prima di tutto.

Vivendo in centro stiamo diventando un po' tutti esperti di 'fisica della finestra'. Parliamo di 'taglio di decibel' con la competenza di un ingegnere del suono. Non abbiamo alternativa: la notte abbiamo bisogno di dormire, non è un lusso.

Ma oltre alla finestra della nostra camera da letto dobbiamo occuparci anche di quelle 'lasciate rotte' per la strada.